J'ai mentionné une des caractéristiques du récit de Valérie: le destin est dans l'ordre naturel des choses. Et, naturellement, le sens de l’existence est dû à l’accomplissement du destin. Mais quand on se met à cohabiter avec le destin, il est possible d’en venir à s’interroger sur le sens de sa propre vie. Et du moment que l’on s’aperçoit du sens complexe de la vie, on peut également s’analyser.lunedì 5 dicembre 2011
[ Les mots croisées] La vie: le théâtre du destin - La vita: il teatro del destino
J'ai mentionné une des caractéristiques du récit de Valérie: le destin est dans l'ordre naturel des choses. Et, naturellement, le sens de l’existence est dû à l’accomplissement du destin. Mais quand on se met à cohabiter avec le destin, il est possible d’en venir à s’interroger sur le sens de sa propre vie. Et du moment que l’on s’aperçoit du sens complexe de la vie, on peut également s’analyser.domenica 4 dicembre 2011
[Les mots croisées] Valérie Debieux, La Toile Du Destin
Dans la traduction (ci-dessous) j'ai essayé de conserver l’empreinte de Valérie autant que possible. Le style est composé de phrases courtes, voire même de « mot-phrase ». En peu de temps, elle réussit à enfermer tous les termes nécessaires dans son scénario. Soudainement. Deux phrases plus tard, la perspective est inversée:traduzione
mercoledì 30 novembre 2011
[Le Journal de Valérie Debieux] Les deux rêves...i due sogni
venerdì 25 novembre 2011
[Le Journal de Valérie Debieux] La scrittura delle radici
Valérie Debieux (trad. G.B.)
giovedì 24 novembre 2011
[ Le Journal de Valérie Debieux] Vivere per raccontare.
martedì 22 novembre 2011
[Le Journal de Valérie Debieux] La scrittura: la carta carbone dell'anima.
( la traduzione è in basso)
Le protagoniste évoque ses souvenirs personnels en écrivant : «Avec une mauvaise écriture, il demeurait un mystère indéchiffrable pour tous ». Il nous narre également qu’il pouvait parfois s’acharner à noircir ce qu’il avait écrit et effacer ainsi son texte d’un trait rapide de stylo pour éviter qu’on put le lire ; enfin, il ajoute : « Aujourd'hui, rétrospectivement, celles-là m’apparaissent comme des œuvres merveilleuses et innocentes d'art, si je pouvais les trouver et les récupérer. Qui me lit, sache de toute façon que je suis intéressé à ces reliques et recommande ensuite, à qui elles viennent en possession, de les conserver ». L’écrivain revient également sur sa façon d’écrire aujourd’hui : « Maintenant j'écris avec une calligraphie plus grande en étant attentif à bien délinéer les lettres et à séparer les mots avec des espaces plus marquées». lunedì 21 novembre 2011
[Le journal de Valérie Debieux] Superare la barriera del linguaggio
sabato 19 novembre 2011
[Le Journal de Valérie Debieux] La mia Italia, i ricordi, la lingua
[LE JOURNAL DE VALÉRIE DEBIEUX ] Un'amica scrittrice legge Opus Reticulatum
giovedì 22 settembre 2011
[Architetture] LUOGHI SEGRETI
lunedì 19 settembre 2011
[Architetture] LUOGHI IMPROBABILI
Le case delle vacanze stanno diventando il simbolo di questa vita parcellizzata e, come per altri ambienti od oggetti, hanno bisogno di essere identificati in modo certo da parte di chi le vive e di chi le guarda dall’esterno.Esse pertanto architettonicamente hanno finito col diventare la parodia di se stesse, prodotto di un assemblato di luoghi comuni e di prevedibilità.
venerdì 9 settembre 2011
lunedì 5 settembre 2011
giovedì 1 settembre 2011
sabato 27 agosto 2011
[Diario di un traduttore] DIFFICOLTA' RESPIRATORIE
mercoledì 3 agosto 2011
[Diario di un traduttore] PART-TIME
giovedì 14 luglio 2011
[Diario di un Traduttore] NOMINA NUDA TENEMUS

Questo è in parte valido nella vita, chi potrebbe dire che non è vero?
Dubitare è sintomo di prudenza. Anche se farlo eccessivamente lascia spazio a giudizi diversi e negativi (mi viene in mente la parola imbecille).
Joubert diceva che “solo cercando le parole si trovano i pensieri”, ma spesso le parole si somigliano e si somigliano anche tra lingue diverse, la somiglianza può portarti all’errore.
Parole che hanno origini comuni, in lingue diverse hanno finito con avere significati diversi.
Che meraviglia! Le parole non hanno un senso dovuto all’ortografia ma il senso glielo danno i popoli che le utilizzano.
La corrispondenza tra i pensieri e le parole non è così certa.
Tant’è vero che Bernardo da Morlay sosteneva: “la rosa originaria esiste solo nel nome” (De contemptu mundi).
Questo fatto m’interessa. Assai!

mercoledì 13 luglio 2011
[Diario di un Traduttore] LA LINGUA PERFETTA

Mi aveva fregato, non avrei mai avuto il coraggio di scrivere nulla! Cosa voleva dire “padroneggiare”? Chi mi avrebbe dato la sicurezza di essere in grado di farlo?
Devo molto a Umberto Eco e, queste mie domande, non contengono nessuna forma d’ironia. Andai avanti e lessi oltre. “Molti intellettuali, letterati o linguisti, si sono cimentati nell’ardua questione della traducibilità del testo”- scrive ne La ricerca delle lingua perfetta (Laterza 1993) – (…) il dibattito sulla traduzione e sulla lingua perfetta e tutt’altro che concluso”.
Bene, potevo iniziare a tradurre! Ero in buona compagnia.

[Diario di un Traduttore] L'INIZIO

Esattamente non so come sia iniziato. Di certo è qualcosa che va al di là dell’aspetto puramente linguistico. Si tratta comunque di un lunghissimo viaggio, durato circa 35 anni, anno più anno meno. Il percorso che mi ha portato alla traduzione di un autore del calibro e della complessità di Emmanuel Bove non avrebbe potuto essere diverso.
Ammetterlo mi è difficile, ma alla fine l’evidenza prevale: il rapporto con la lingua, le terre, le persone, gli autori francofoni mi hanno profondamente condizionato, come hanno decisamente influito sul mio modo di pensare e di scrivere.
In questo blog cercherò di ripercorrere queste tappe, spesso citando autori e riferimenti che ritengo importanti, se possibile con il contributo ed il sostegno di chi avrà la pazienza leggermi.


























