Gianfranco Brevetto
narrazione, identità, metamorfosi
mercoledì 24 aprile 2013
sabato 23 marzo 2013
La Cause Litteraire Intervista
Intervista a Gianfranco Brevetto
La Cause Litteraire
di Valérie Debieux
Gianfranco Brevetto Traduttore Scrittore
giovedì 21 febbraio 2013
Imbecilli!
Intendiamoci bene, non ho nessuna aspirazione a passare per una persona intelligente. Ma nemmeno per uno sprovveduto. Si tratta di un difficile equilibrio, vi assicuro. Bisogna dosare e dosarsi, evitare le suscettibilità altrui, evitare di offendere qualcuno. Credo che molti, in cuor loro, si riconosceranno in questa condizione.Ma questa premessa era necessaria quanto, spero, assolutoria per quanto vi sto per dire: oggi ho avuto la certezza che siamo circondati da imbecilli!
Ma al di là della frase ad effetto, è mia opinione, del tutto personale e confutabile, che ultimamente gli stupidi e gli imbecilli siano in aumento. Non vorrei con questo indurre dei giudizi su persone che non conosco, ma semplicemente portare alla vostra attenzione una questione statistica. Sì, statistica. E’ solo statistico il motivo che mi spinge a scrivere su questo argomento, da molti nascosto o ritenuto indegno di prosa.
Ed è per questo che non indugerò oltre nel portarvi delle prove. Sì, non l’avreste detto. Ecco qui le prove, mie cari. Vi citerò tre casi. E, per non voler apparire come coloro che sostengono le proprie ragioni a tutti costi, vi presenterò tre casi per così dire di stupidità minore. Per nulla paragonabile ai grandi e conclamati stupidi e imbecilli che lascio al vostro giudizio personale, e che va bene al di là delle scienze statistiche.
Il caso numero uno è quello di un uomo che parlava tanto, troppo. Ma non solo, sognava tanto, troppo. Ma non bastava, mangiava tanto, troppo. E come se non bastasse ancora, diceva di aver posseduto tante donne, troppe. Questo uomo-contenitore dichiarava di essere, e essere stato, talmente pieno di tutto, compreso l’esperienza in ogni campo, da non aver più nulla da togliere al mondo e di essere sufficiente a se stesso.
Il caso numero due è quello di un intellettuale che presumeva essere tale. Aveva due o tre concetti confusi e li utilizzava in modo tale da confondere il malcapitato interlocutore di turno. Il gioco delle tre carte era il suo preferito, vinceva sempre barando.
Il terzo è quello di quel tale che credeva di essere immortale. Lui, era veramente lui solo quando rifiutava ogni caducità e, col suo tono lamentoso ed ambiguo, si concedeva all’eternità. Lui stava bene così, aveva un’identità indelebile e se ne compiaceva.
E potrei continuare a citarvi altri casi di cretini, più o meno minori. Come quello che pretendeva di aver ragione ad ogni costo, quell’altro che si metteva le dita nel naso di nascosto. Oppure, ancora l’altro, che tradiva la fidanzata che a sua volta lo tradiva. Continuavano entrambi a farsi regali e gentilezze nella vita di tutti i giorni. E poi c’era quello che non avrebbe mai cambiato la marca di calzini o l’altro che si era imposto di cenare sempre alla stessa ora. Ma anche chi sosteneva, compiaciuto, di non aver mai cambiato idea, o quello che proclamava di essere odioso perché gli dava un certo fascino, e quell’altro di essere sempre vestito alla moda anche a costo di essere ridicolo. Oppure quel tizio che attendeva l’anima gemella e quell’altro che prendeva e concedeva pause di riflessione a tutti.
Ad ogni buon conto l’esser imbecilli ha una sua regola: riprodursi e scoprirsi uguali, con compiacimento, ogni giorno. Senza mai cambiare, perché il cretino è immobile, furbescamente assente, ama non pronunciarsi per presunta intelligenza. Confonde la sua sfacciata imbecillaggine con una strategia di vita superiore.
Ecco, ora mi sento meglio. E cambio argomento.
© 2013 Gianfranco Brevetto
venerdì 15 febbraio 2013
Marta e....Leda Ricciardelli
Marta sembra lei la protagonista ma il vero protagonista è lui: l'io narrante, quell'io che cerca di capire,di andare a fondo attraverso i dettagli anche se inizialmente appare un uomo stanco di capire...ma non riesce a fermare i suoi pensieri volutamente ossessivi.E' un uomo che pensa ad una donna forse veramente incontrata per un eterno attimo , attraverso lei si confronta soffre e ritorna alla vita.Una storia non-storia,un amore abbozzato,Marta non -Marta ,Io non -io.
Ma Marta è ,Lui è...loro sono agli occhi degli altri che non sanno della loro sofferenza.Marta "e" lui una "congiunzione" che li unisce e li separa.
Libro ben scritto .Io amo particolarmente quella che chiamo scrittura "sincopata" fatta cioè di pensieri -annotazioni che somigliano ad un respiro consapevolmente irregolare.Ossessivo al punto giusto dove l'unione tra un uomo e una donna è comunque solitudine.Avrei approfondito alcuni aspetti ma credo che tu non l'abbia fatto di proposito perchè approfondire porta spesso alla giustificazione dei comportamenti e avrebbe portato ad una storia qualunque.
Concludo altrimenti scriverei all'infinito dicendoti,anzi gridandoti (spero tu possa sentirlo virtualmente) BRAVO
Ma Marta è ,Lui è...loro sono agli occhi degli altri che non sanno della loro sofferenza.Marta "e" lui una "congiunzione" che li unisce e li separa.
Libro ben scritto .Io amo particolarmente quella che chiamo scrittura "sincopata" fatta cioè di pensieri -annotazioni che somigliano ad un respiro consapevolmente irregolare.Ossessivo al punto giusto dove l'unione tra un uomo e una donna è comunque solitudine.Avrei approfondito alcuni aspetti ma credo che tu non l'abbia fatto di proposito perchè approfondire porta spesso alla giustificazione dei comportamenti e avrebbe portato ad una storia qualunque.
Concludo altrimenti scriverei all'infinito dicendoti,anzi gridandoti (spero tu possa sentirlo virtualmente) BRAVO
LEDA RICCIARDELLI (insegnante e pedagogista)
giovedì 7 febbraio 2013
LA FILA
Non mi sono mai annoiato negli uffici postali. C’è sempre da imparare qualcosa. Proprio per questo ero di buon umore oggi. Attendevo, infatti, il mio turno per spedire due preziosi libri ad un’amica.
Posso, inoltre, asserire con certezza (ed ormai vanto un’esperienza di svariati lustri in questa materia) che le persone che frequentano la posta si alternano per categorie, secondo turni ben prefissati. Non mi chiedete da chi, non frequento né la filosofia e tantomeno le teologie. Dicevo, normalmente si alternano in dicotomie: brutti e belli, buoni e cattivi, anziani e giovani, grassi e magri.
Oggi toccava ai brutti, ed io ero lì solo per un caso. A dire il vero c’era anche un amico con me. Ma lascio a lui la possibilità di collocarsi come più gli aggrada, magari scrivendo qualcosa per conto suo.
Le mostruosità e le deformità sembrano diverse negli uffici postali. Hanno un’altra dignità, assumono un’aria più professionale. Stavo appunto riflettendo su quest’argomento, che mi appariva prioritario e propedeutico rispetto ad ulteriori riflessioni, quando notai qualcosa che attirò la mia attenzione.
Un signore si recava allo sportello portando un pacchetto da spedire. Il pacchetto aveva la forma di un cane barboncino. Rifiutai subito l’idea che contenesse un cane vivo e pensai ad una riproduzione in legno o in plastica. Dietro di lui c’era una signorina con una carrozzina vuota ed in mano un grosso e ingombrante pacco a forma di bambino con tanto di capelli sagomati nella carta. Anche in questo caso evitai di pensare al peggio. Pensai che comunque avrebbe dovuto essere l’impiegato dell’ufficio a sollevare eventuali obiezioni al momento dell’affrancatura.
Dietro di loro nella fila, proprio davanti a me, c’era un bambino che aveva in mano tre enormi pacchetti che m’incuriosirono. Il primo era a forma di cono, il secondo a forma di cubo ed il terzo a forma di cilindro. Lo guardai con insistenza per qualche minuto, poi mi decisi a chiedergli:
- Scusami, posso permettermi una domanda?
Il bambino si girò verso di me e mi sorrise:
- Certo!
- Sono curioso di conoscere cosa contengono quei pacchetti.
- Ma è semplice signore, mi rispose. Contengono delle figure geometriche solide.
- Bene, bravo, gli dissi. State facendo un lavoro con la scuola?
- No, per nulla. Io raccolgo quelle poche e rare figure geometriche che riesco a trovare ogni giorno e le spedisco.
- Ah, certo. E scusami ancora, ma a chi?
- Semplice. A quelli che scrivono i libri di geometria! come farebbero altrimenti? Dopo tanti anni, quelle poche forme geometriche perfette che esistono in natura si sono quasi esaurite, noi cerchiamo di aiutarli a trovare quelle che, fino ad oggi, non erano state individuate.
- Interessante..
- Sì, ma questo può avvenire solo con i solidi. Le figure piane sono impossibili da spedire, scompaiono appena le si toglie dal piano!
- E’ vero! Bravi ragazzi, si tratta di un’opera davvero meritoria.
- Grazie, signore.
Mi sorrise ancora e si rivoltò nel senso della fila.
Ripresi a pensare alla storia delle mostruosità, ma incominciavo a valutare in modo diverso le forme degli altri pacchetti in coda. Intanto, la fila si era allungata e, dietro di me, c’era gente con pacchi con svariate forme. Mi sembrò di individuare quelle di un mazzo di fiori, di uno sciame di api, di un anatra seguita dai suoi quattordici piccoli anatroccoli.
Ho spedito i libri. Ho resistito ad una leggere vertigine che m’invogliava ad uscire, ma ci tenevo a farglieli recapitare al più presto alla mia amica. Stanotte ho dormito poco, continuavo a riflettere su quella fila all’ufficio postale.
© 2013 Gianfranco Brevetto
martedì 5 febbraio 2013
SALIVA!
Ma alcuni benpensanti,
con la pressione bassa,
volendo In pochi istanti
(perché il tempo passa
e lo fa in fretta,
in maniera furtiva)
senza darmi retta
volendo ripulire
l’umido imperfetto,
credendo fosse uguale,
con un tratto netto
han corretto “risale”
G. Brevetto, Saliva
venerdì 30 novembre 2012
venerdì 26 ottobre 2012
MARTA E....AMELIA RICCIARDELLI
Letto, tutto di un fiato in un pomeriggio, e devo dire che è
molto interessante....... sei riuscito a raccontare una storia un "amore"
senza raccontare storie. Conosci Marta senza conoscere nulla di lei, la
riconosceresti senza averla mai vista... davvero bravo !!! e il finale mi piace
molto ... per un uomo capire alcune sfaccettature di una donna è difficile,
figuriamoci descriverle raccontarle.... una bella scoperta.... ..
complimenti.... (p.s. ci vedrei tanto un cortometraggio, ci hai pensato ? )
martedì 25 settembre 2012
Litote ed eufemismo. L’arte di nascondere.
“La litote […] C’est l’art d’exprimer le plus en disant le moins”. (A. Gide)
Devo dire che quel tipo non era male. Non era giovane, neanche molto anziano. Senza avvicinarsi, con tono per nulla arrogante, mi propose di aiutarlo.
- Nulla di preoccupante, ci tenne a precisare, non vorrei disturbare.
- Esponga pure senza farsi problemi, gli dissi, ma tenga conto che non ho molto tempo.
Come se non avessi fatto quella precisazione, cominciò a raccontarmi una serie di episodi non comuni della sua apparentemente banale esistenza.
- Non ho brillato molto negli studi eppure sono riuscito a mettere da parte una discreta fortuna, cominciò col dire. Nonostante le traversie non mi sono mai perso d’animo.
Non capivo cosa volesse dire esattamente, ma non ci feci caso più di tanto. Lui non smise di raccontare.
- Non mi manca molto la mia infanzia, confessò con qualche reticenza. Eppure devo dire che non ho conosciuto sufficientemente i mei.
- La seguo non senza difficoltà, gli dissi.
- Non si preoccupi, non sono in pochi ad avermelo detto.
- Immagino che non ci voglia molto coraggio a farlo.
- Non vedo come non ammetterlo.
Devo dire che quel tipo non era male. Non era giovane, neanche molto anziano. Senza avvicinarsi, con tono per nulla arrogante, mi propose di aiutarlo. - Esponga pure senza farsi problemi, gli dissi, ma tenga conto che non ho molto tempo.
Come se non avessi fatto quella precisazione, cominciò a raccontarmi una serie di episodi non comuni della sua apparentemente banale esistenza.
- Non ho brillato molto negli studi eppure sono riuscito a mettere da parte una discreta fortuna, cominciò col dire. Nonostante le traversie non mi sono mai perso d’animo.
Non capivo cosa volesse dire esattamente, ma non ci feci caso più di tanto. Lui non smise di raccontare.
- Non mi manca molto la mia infanzia, confessò con qualche reticenza. Eppure devo dire che non ho conosciuto sufficientemente i mei.
- La seguo non senza difficoltà, gli dissi.
- Non si preoccupi, non sono in pochi ad avermelo detto.
- Immagino che non ci voglia molto coraggio a farlo.
- Non vedo come non ammetterlo.
©2012 Gianfranco Brevetto
martedì 18 settembre 2012
GNIK !
-Gnik!gnik!gnik!
Sentivo provenire questa specie di lamento continuato da qualche parte, in sala, sotto la credenza. E’ vero, riflettei, quel mobile aveva qualche anno.
- I tarli! Pensavo, e ci riflettevo su perché i tarli hanno sempre costituito per me una minaccia più che una realtà: non ne aveva mai visto uno!
Sentivo provenire questa specie di lamento continuato da qualche parte, in sala, sotto la credenza. E’ vero, riflettei, quel mobile aveva qualche anno.
- I tarli! Pensavo, e ci riflettevo su perché i tarli hanno sempre costituito per me una minaccia più che una realtà: non ne aveva mai visto uno!
- Insistente! Un tarlo sfacciato, tra tanti tarli educati, ne doveva capitare uno così proprio a me!
-Gnik!gnik!gnik!....Gnik!gnik!gnik!
-Da qualche parte avevo letto che contro i tarli si doveva utilizzare quello spray della pubblicità, quello che si spruzza. Divertente!
- Gnik!gnik!gnik!....Gnik!gnik!gnik-
- Anche insolente, ora!
- Gnik!gnik!gnik!....Gnik!gnik!gnik
- Adesso vediamo! Dissi. E corsi a prendere, nello sportello in basso della cucina, lo spray, quello della pubblicità, e mi acquattai nei pressi delle credenza per colpire, quel tarlaccio maleducato, al prossimo rumorino sospetto.
- Gnik!gnik!gnik!....Gnik!gnik!gnik
- Prussssss! Prussssss! Prussssssss! La nuvola dello spray avvolgeva la gamba destra del mobile. Proprio quella dalla quale sembrava provenire quello strano scricchiolio.
- Gnik!gnik!gnik!....Gnik!gnik!gnik
-Stavolta ti sistemo io! Prussss!...Prussss….!!!!
- Gnik!gnik!gnik!....Gnik!gnik!gnik
-Prussss…..Prusssss…..
- Gnik…Gnik…
- Prussss…..
- Otuia! Otuia! Onos iuq! Onos nu er! Eht Gnik!
- Vai via ! Prussss…
- Otuia! Otuia!
- Crepa ! Prussssssss….sss..s!
Vedevo che da un forellino nel legno usciva come una piccola testa di spillo lucente. Doveva essere lì quel tarlo sciagurato.
- Prussssssss….e vai con la nuvoletta distruggi tarli!
- Atsab! Atsab!
- Pru..s…s…………s! Cavoli proprio adesso doveva finire! S………s…………s….
- Atsab! Atsab!.....onos nu er!.... onos nu…onos…
- S……, agitavo violentemente la bomboletta per farne uscire ancora un po’. Ss!s…..s!
Poi nulla più. Quella strana vocina si era placata. Aveva ragione la pubblicità! Ce l’avevo fatta. Ora sarei potuto anche andare a letto soddisfatto.
Ci misi un po’ a prendere sonno. Pensavo al tarlo, allo spray, alla battaglia vinta. Verso le due di notte il mio sonno improvvisamente s’interruppe. Tutto mi apparve chiaro quando vidi sulla spalliera delle sedia di fronte al letto, la maglietta che avevo indossato durante il giorno. Al rovescio.
- Onos nu adiciger! Pensai con terrore. Per questo era piccolo e indifeso. Colpa delle mia sbadataggine mattutina.
- Oh osiccu nu er! Eht gnik! Nu adiciger! Senza saperlo!
E chissà quanti lo scopriranno…
© 2012 Gianfranco Brevetto
martedì 4 settembre 2012
Marta e....Clara Paglionico
"Ho letto " Marta” di Gianfranco Brevetto, ma anche, dello stesso Autore, “Ghost track”, “Opus reticolatum” e “La forma delle parole”. Vi è un filo, un pensiero, che li unisce tutti e che in Marta mi è sembrato più evidente, più esplicito, forse più maturo: l’amore è forse una proiezione dell’io? In questi libri, infatti, l’amore mi appare fecondo in sé in quanto capace persino di creare l’oggetto d’amore. Dunque, mi sembra, l’amore non è sentito come reale comunicazione, ma, piuttosto, come un' intuizione creativa dell’anima.
In Marta c’è qualcosa di volutamente ossessivo, dico “volutamente”. Forse mi sbaglio, ma in questa volontaria ossessività ho visto una sottile, nascosta, ma amara e pungente provocazione: provocazione su certe illusioni dell’amore e della comunicazione.
"Marta" si inserisce, quindi, in un percorso di ricerca dei "luoghi" della Verità, della Identità, dell'Amore, della Comunicazione. Brevetto percorre questa strada in maniera poetica, intensa, a volte dolorosa e provocatoria".
Clara Paglionico (Magistrato)
Marta e...Debora Aurilio
***
Ho letto il libro .... e non lo dico per retorica...ma ti assicuro che mi è piaciuto veramente molto....direi che mi ha veramente emozionato.
"Marta" .... rappresenta il mondo femmile per eccellenza.
Complimenti..
Ho letto il libro .... e non lo dico per retorica...ma ti assicuro che mi è piaciuto veramente molto....direi che mi ha veramente emozionato.
"Marta" .... rappresenta il mondo femmile per eccellenza.
Complimenti..
martedì 28 agosto 2012
MARTA ET...PIERRE (PEINTRE ET ECRIVAIN) ET LYSIANE QUELOZ
Nous venons de terminer la lecture (Lysiane me fait la lecture tandis que je peins) de « Marta », un chef d’œuvre !
Toujours cet incomparable style qui nous entraîne à la suite d’un funambule qui se déplace, sans filet, par dessus le rêve et la réalité, et nous fait toucher le tréfonds de l’âme humaine.
Nous avons trouver des accents de Cohen (Belle du Seigneur) dans ce rapport amour-rejet-mensonge de ce couple, de cette rencontre improbable qui finit par un ciao, y’a plus rien à voir. Mais surtout une ambiance pirandellienne, on touche, on effleure, mais on ne comprend pas l’autre.
L’Art consiste à lever un peu le voile, en suggérant, sans tout dire. Par l’ambiance et les images parfumées et palpables que tu décris, tu parviens à nous envoûter.
On se connaît mieux après t’avoir lu.
Compliments et merci.
Nous nous réjouissons, par avance, de relire « Marta », avec la superbe couverture d’Anna Pianura.
Pierre (peintre et écrivain) et Lysiane Queloz
https://www.facebook.com/pierre.queloz.1
MARTA E.... VALENTINA GRASSO (Lettrice)
Come sempre le cose belle sono quelle che si fanno e si decidono in pochi istanti.
In un attimo ho deciso che dovevo leggere il libro, cinque minuti dopo l'ordine era già stato fatto!
Sicuramente la cosa è maturata nel tempo, l'input l'ho ricevuto dai vari link che pubblicava l'autore nella sua pagina facebook, e sebbene alcuni non fossero presi direttamente da Marta, spesso vedevo che lui descriveva le donne, parlava delle donne, ma non nel senso comune e non come un uomo potrebbe parlare di una donna: Brevetto descriveva il cuore delle donne.
Con tutta franchezza, avendo una bassissima opinione degli uomini in tal senso, non mi rendevo conto di come un uomo in realtà potesse descrivere così bene i pensieri e i sentimenti di una donna...
Sarà forse stata la curiosità o la voglia di andare oltre, di capire attraverso la lettura di un intero libro che mi ha spinta a verificare se la sensazione che avevo avevo avuto corrispondesse al vero, o se si trattava solamente di una prima impressione
Corrisponde al vero.
Di Marta e del suo aspetto fisico conosciamo relativamente poco sebbene sia stata fatta una descrizione precisa anche in tal senso. Conosciamo invece molto bene i suoi pensieri, sentimenti, ansie, paure e la sua quasi assenza di felicità.
Lei forse felice lo era, a suo modo, per come la concepisco io la felicità (ammesso che esista) non credo lo fosse. delicata la descrizione della storia d'amore, alla fine Marta rimane sospesa un pò nella sua aurea di mistero, rimane un pò un'enigma, perchè in fondo è giusto che sia così.
Ogni persona è un'enigma, anche se pensiamo di conoscere qualcuno alla perfezione, nella realtà non è mai così.
Per questo è bello il libro, perchè Marta è una donna vera.
In un attimo ho deciso che dovevo leggere il libro, cinque minuti dopo l'ordine era già stato fatto!
Sicuramente la cosa è maturata nel tempo, l'input l'ho ricevuto dai vari link che pubblicava l'autore nella sua pagina facebook, e sebbene alcuni non fossero presi direttamente da Marta, spesso vedevo che lui descriveva le donne, parlava delle donne, ma non nel senso comune e non come un uomo potrebbe parlare di una donna: Brevetto descriveva il cuore delle donne.
Con tutta franchezza, avendo una bassissima opinione degli uomini in tal senso, non mi rendevo conto di come un uomo in realtà potesse descrivere così bene i pensieri e i sentimenti di una donna...
Sarà forse stata la curiosità o la voglia di andare oltre, di capire attraverso la lettura di un intero libro che mi ha spinta a verificare se la sensazione che avevo avevo avuto corrispondesse al vero, o se si trattava solamente di una prima impressione
Corrisponde al vero.
Di Marta e del suo aspetto fisico conosciamo relativamente poco sebbene sia stata fatta una descrizione precisa anche in tal senso. Conosciamo invece molto bene i suoi pensieri, sentimenti, ansie, paure e la sua quasi assenza di felicità.
Lei forse felice lo era, a suo modo, per come la concepisco io la felicità (ammesso che esista) non credo lo fosse. delicata la descrizione della storia d'amore, alla fine Marta rimane sospesa un pò nella sua aurea di mistero, rimane un pò un'enigma, perchè in fondo è giusto che sia così.
Ogni persona è un'enigma, anche se pensiamo di conoscere qualcuno alla perfezione, nella realtà non è mai così.
Per questo è bello il libro, perchè Marta è una donna vera.
lunedì 30 luglio 2012
...così vedono Marta...
Anna Pianura:
Il sole 24 ore/ 24 Letture
Agoravox.it
Gianfranco Pecchinenda:
Gianfranco Brevetto e Javier Marìas
Nathalie Chassin:
testimonianza su questo blog
Il sole 24 ore/ 24 Letture
Agoravox.it
Gianfranco Pecchinenda:
Gianfranco Brevetto e Javier Marìas
Nathalie Chassin:
testimonianza su questo blog
venerdì 6 luglio 2012
mercoledì 9 maggio 2012
domenica 6 maggio 2012
Marta vue par Nathalie Chassin
Arrêt sur Marta, par l'intèrieur de son moi.di Nathalie Chassin
Marta est un des personnages de l'écrivain, essayiste, traducteur et journaliste Gianfranco Brevetto. Marta ? Elle est parfois vaporeuse, parfois miroir__ multiples elle est femme, entièrement femme.
Et quand de plus la finesse d'écriture de l'écrivain est un délice ( bien plus fine encore en italien), il n'y a plus rien à dire. Et si d'aventure vous vous laissiez tenter à connaître ses ouvrages ?
Extrait :
"Comme si son cœur fût concentré dans la tête, ou qu'il y eût une sorte de passage direct entre le sang et la pensée. Et puis en bas. Droit dans l'estomac et les entrailles. Comme un poing à plusieurs reprises pressé, une douleur lente se représentait en grosses vagues progressives. Il lui faisait serrer les mains et entrouvrir les yeux. Serrés pour un instant. Pour Marta la douleur était un cri muet. Une colère sans personne à inculper. Une faute qui semble apparaître en chacun. Une pensée qui se complique sans repos."
G.Brevetto. Op. Cit.
“Come se il suo cuore fosse concentrato nella testa, o che vi fosse una sorta di passaggio diretto tra il sangue ed il pensiero. E poi giù. Diritto nello stomaco e le viscere. Come un pugno premuto a più riprese, un lento dolore si ripresentava ad ondate progressive. Le faceva stringere le mani e socchiudere gli occhi. Serrati per un attimo. Per Marta il dolore era un grido muto. Una rabbia senza nessuno da incolpare. Un colpa che sembra apparire in ognuno. Un pensiero che si complica senza riposo.”
G. Brevetto. Op. Cit.
il link di facebook di Nathalie Chassin
https://www.facebook.com/lilibellule17
il link del blog di Nathalie Chassin
http://chassin.nathalie.over-blog.com/
giovedì 9 febbraio 2012
[Un rencontre] Nathalie Chassin. Il était une fois...
Il ètait une fois....
(la traduzione è sotto)
Expliquer son écriture à partir de son déclenchement pourrait commencer par « il était une fois » :
Cadette d’une famille de cinq enfants j’ai dû trouver ma place, je l’ai trouvé à l’école primaire grâce à notre instituteur Mr Bruchet et sa petite imprimerie. A 9 ans nous connaissions la récitation, mais le mot poésie nous était inconnu, alors l’imprimerie joua son rôle d’éducatrice. J’en ai encore le goût des caractères que nous piochions dans les cassetins. Chaque trimestre, nous élaborions un fascicule destiné à récolter des fonds, quelle fierté pour nous les élèves de composer les pages de notre journal, de l’encre plein les doigts.
J’écrivis un bêtisier composé de phrases rimées et l’instituteur me dit« Mets tes phrases les unes sous les autres et tu auras inventé un poème », la petite fille de 9 ans venait d’inventer quelque chose et son texte n’était pas un texte ? Il nous apprit le mot poésie, gr. Poiêsis « création ». Depuis elle est mon éternelle compagne.
Elle fait partie de moi, impulsive. Dans ses eaux du jour coule toujours un filet de ses eaux de nuit ; idéale pour soulager les maux, elle est une traversée intérieure qui vous mène jusqu’aux folies de l’âme et les pulsions du cœur. Surréaliste, elle devient celle de la fantaisie et du rêve.
Papier crayon en poche, elle devient voleuse d’un instant, d’une ambiance et comble un carnet de voyage. De nature mémorielle, elle est une formidable messagère, utile dans l’engagement de nobles causes et l’espoir. Il n’existe pas de définition de la poésie, car si multiple dans ses formes comme dans ses charmes, elle ne peut se résumer en quelques mots.
Et le poète dans tout ça…
« L’art ne fait que des vers, seul le cœur est poète » André Chénier, Elégies, 1794.
Nathalie Chassin
C’era una volta
(trad. G. Brevetto)
Per parlare delle propria scrittura dagli inizi si potrebbe iniziare con un c’era una volta.
Ultima di cinque figli ho dovuto farmi posto. E è successo alle elementari, grazie al mio maestro, il signor Bruchet e alla sua piccola tipografia. A nove anni abbiamo conosciuto la recitazione, ma la parola poesia ci apparteneva ancora. Ed allora la tipografia ha giocato il suo ruolo di educatrice. Sento ancora il gusto di incassare i caratteri nei cassettini. Ogni trimestre stampavamo un piccolo foglio destinato a raccogliere dei fondi, noi alunni eravamo fieri, con le dita sporche d’inchiostro, di comporre le pagine del nostro giornale,.
Io scrissi qualcosa formato da frasi rimate, il maestro allora mi mi disse: “Metti queste frasi l’una sull’altra e avrai inventato una poesia”. La ragazzina di 9 anni aveva inventato qualcosa e il testo non era un testo qualsiasi. C’insegnò così il significato del vocabolo poesia che viene dal greco Poiêsis, che significa appunto “creazione”. Da quel momento la poesia è divenuta la mia compagna di sempre. Nel suo scorrere diurno scorre sempre un piccola parte di notte; lenisce le pene, è un viaggio interiore che porta fino alla follia dell’anima ed alle pulsioni dell’amore. Surrealista, diventa fantasia e sogno.
Carta e matita nella tasca, s’impadronisce dell’ istante,di un’atmosfera, riempie il quaderno di viaggio, Ha la natura della memoria, è una formidabile messaggera, utile nell’impegno per le cause nobili, di speranza. Non esiste una definizione di poesia perché essa è molteplice nelle sue forme e nel suo fascino, non può certamente riassumersi in poche parole.
Così il poeta:
“L’arte costruisce versi, solo il cuore è poeta” André Chénier, Elégies, 1794.
Nathalie Chassin
Iscriviti a:
Post (Atom)










